#premiostregachallenge: Non ti muovere - Margaret Mazzantini


Ciao a tutti!

Sono tornata con la rubrica bimestrale #premiostregachallenge. Come vi ricorderete dalla prima puntata (che trovate cliccando qui), oggi vi parlo di Non ti muovere della Mazzantini, Premio Strega 2002. Prima di iniziare con la mia recensione vorrei fare una precisazione: ho letto il libro aspettandomi della letteratura in senso stretto perché come, riporta il sito ufficiale del Premio Strega, 

Sin dalla nascita il Premio Strega è stato indice degli umori dell’ambiente culturale e dei gusti letterari degli italiani: […] i Premi Strega hanno raccontato il nostro Paese, documentandone la lingua, i cambiamenti, le tradizioni. In questi anni le scelte compiute dal Premio hanno contribuito a migliorare il rapporto degli italiani con i libri, incoraggiandoli a leggere sé stessi, la loro storia e il loro presente attraverso lo specchio della narrativa contemporanea.

L'autrice
Margaret Mazzantini nasce il 27 Ottobre 1961, a Dublino.
Figlia d'arte, all'età di tre anni si trasferisce a Tivoli con i genitori. Personalità eclettica, si dedica al teatro (come sceneggiatrice e attrice), al cinema e alla scrittura. I suoi libri hanno vinto numerosi premi e sono tradotti in 35 lingue.

Trama
Il libro narra le vicende di Timoteo, illustre medico chirurgo che, sconvolto dall'incidente che la figlia subisce, confessa al lettore i suoi errori, le sue paure e le sue illusioni da essere umano, successive alla morte del padre. Errori e paure che lo porteranno a tradire la moglie con Italia, donna che trasuda squallore, a mettere in dubbio la sua vita da ricco borghese, a cercare di capire cosa sia davvero l'amore. Tutto il romanzo è narrato in prima persona e la trama procede come se Timoteo parlasse alla figlia Angela, che sta venendo operata nell'ospedale del padre. Per tutto il romanzo le vicende pregresse al momento dell'incidente si alternano alla paura presente di perdere una figlia, in un continuo flusso agrodolce di emozioni.

Quello che ne penso
La storia narrata è davvero semplice, così come la cornice in cui si inserisce. La forza risiede solo nei due personaggi protagonisti del romanzo, Timoteo e Italia, e nel loro amore tragico e travolgente. Tuttavia, non si capisce bene come il loro amore nasce. Sembrerebbero essere semplicemente due persone sole e fragili, alla deriva, che, invece di affrontare la vita, si commiserano. Quello che mi sorprende è che non trovo letteratura da nessuna parte in questo romanzo: non c'è contestualizzazione storica, né geografica, i personaggi sono tutti statici e non mi sembra rappresentativo di un Italia che muta, che cresce e che impara. La Mazzantini sembrerebbe voler trasmettere la solitudine degli individui in questa società materialista, ma quello che ne esce è un romanzo carino e coinvolgente che, una volta terminato, non lascia nulla. Quello che regala è un piacevole intrattenimento di qualche ora. Non ti muovere rimane comunque mera letteratura commerciale che non credevo appartenesse al Premio Strega. Sia chiaro, non sto affermando che il libro non sia buono, anzi! Trovo la scrittura della Mazzantini davvero fluida, con metafore mai esagerate. Lo stile e la narrazione tendono al melodrammatico e per questo mi ricorda a tratti lo stile di Baricco, stile che a volte è stucchevole, perché povero di contenuti reali. 
In conclusione, posso dire che Non ti muovere regala interessanti momenti di piacere, ma non di letteratura.

Riporto ora di seguito l'unico passaggio che mi ha davvero colpita:
"Ognuno di noi, Angela, sogna qualcosa che scardini il suo mondo ordinario. Lo sogni seduto sul divano, sbracato in mezzo ai benefit che la vita ti aggiunge ogni giorno."

Perché leggerlo?
Se è vero che il premio strega segue i gusti degli italiani, il fatto che questo libro abbia vinto tale premio è molto più chiaro. Sembrerebbe che ci stiamo abituando a una letteratura pomposa nello stile e povera e/o banale nei contenuti. Quindi trovo che sia un romanzo che ci permette di riflettere in questo senso e su dove sta andando il Premio Strega.


Vorrei precisare ancora una volta che questa recensione negativa è solo in relazione al Premio Strega. Di per sé questo libro mi è piaciuto, ma non credo meriti un premio che dovrebbe rappresentare l'Italia per quello che è stata, è e sarà.



Ci risentiamo a Marzo/Aprile con la rubrica #premiostregachallenge che ospiterà Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Lo ho in libreria da tanti anni, avrei dovuto leggerlo nel lontano 2004 per scuola, ma non l'ho mai fatto perché all'epoca mi sembrava davvero noioso! E' arrivato il momento di dargli una nuova opportunità :)

A presto!
Jenny

Commenti

  1. Mmm a me la Mazzantini non ispira per niente come autrice :/ infatti non credo che leggerò mai questo o altri suoi romanzi xD

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  2. Ciao Jenny, sono una tua nuova lettrice. Nemmeno a me piace la Mazzantini, mi è bastato vedere il film da cui è stato tratto per capire che non fa per me. Invece ho amato tantissimo il Gattopardo...era stato un compito delle superiori, ma allora non mi aveva entusiasmato. Si sa, quando le cose si fanno per dovere si parte sempre con il piede sbagliato. E poi va letto con un pò di maturità alle spalle per apprezzarlo. Letto da adulta è stata tutta un'altra faccenda, ed il personaggio del Principe di Salina non lo dimenticherò mai.

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    1. Ciao :) mi fa davvero contenta che ti piaccia il blog! per quanto riguarda la Mazzantini mi trovo d'accordo con te! Anche io avrei dovuto leggere "Il Gattopardo" per compito, ma non mi è mai sembrato un libro che una 14enne potesse capire! Almeno una 14enne come me XD

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  3. Ciao! Ho scoperto il blog grazie all'iniziativa Share your blog, così ho deciso di passare e iscrivermi =)
    Non conoscevo l'autrice, mi segno subito qualcosa di suo!
    A presto =)

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    1. Ciao ^_^ mi fa piacere tu sia passata!! :) mi sono iscritta anche io al tuo *-*
      A presto!

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