Follia - Patrick McGrath

Salve a tutti! :)

Eccomi di nuovo qui per la recensione settimanale. Come avete notato non riesco più a farla uscire ogni mercoledì, però mi sto impegnando molto a essere costante...prima o poi tornerà a cadenza regolare!! 

Comunque, tornando a parlare di libri, per la recensione di questa settimana ho scelto un libro che ha letto da poco la mia amica Jessica del canale Youtube BooksAndMuffins (qui trovate la fanpage di Facebook!) e quindi mi è tornato in mente (e nel cuore).



Titolo Follia
Autore Patrick McGrath
Genere Romanzo Psicologico
Pagine 296
Data prima pubblicazione 1996
Editore Gli Adelphi
Prezzo 12,00€





L'autore
Patrick McGrath è uno scrittore inglese nato nel 1950. Attualmente vive tra New York e Londra. Figlio di uno psichiatra, ha passato gran parte della sua infanzia nel manicomio criminale di Broadmoor, dove lavora il padre. All'età di 21 anni si trasferisce in Canada per lavorare nell'ospedale di Oakridge e seguire le orme del padre. Tuttavia capisce che la sua strada è la letteratura e non la psichiatria.

Trama
L'anno è il 1959 e la protagonista del libro è Stella, giovane e affascinante moglie dello psichiatra Max, vicedirettore di un manicomio criminale vicino Londra, manicomio in cui la coppia vive con il loro figlio. Stella ha un animo volubile e irrequieto, che mal si accorda con quello del marito, schivo e dedito al lavoro, poco pratico nelle cose di tutti i giorni. La vita quotidiana procede placida, quasi noiosa, nel cupo e tetro ospedale: cene con i medici della struttura e le loro rispettive mogli, tanti discorsi sui pazienti, la casa di Stella e Max. In particolare il giardino di questa casa va sistemato: le erbacce devono sparire, l'orto deve prosperare e i vetri della serra vanno sostituiti. Max dedica molto tempo al progetto della serra e ci tiene così tanto che decide di permettere a Edgar Stark, paziente del manicomio, di aiutarlo nei lavori. Edgar non è un paziente qualsiasi: è un'artista, un artista maledetto. Non si capisce subito come mai sia ricoverato: è perfettamente cosciente di sé stesso, del suo ruolo, delle sue capacità, dei suoi limiti. Ha qualcosa a che fare con la sua ex moglie. Stella non dà peso a nulla, tratta quest'uomo come un pari, anzi lo elogia per la sua cura nel lavoro, ci parla tranquillamente. Perché è questo che succede con lui: parlare è facile, così come mostrare la sua natura lunatica, prettamente femminile, frivola, volubile, superficiale, sensibile allo stesso tempo. Tra i due si sviluppa un'insana alchimia, un rapporto altalenante, un pendolo che oscilla tra perfetta armonia e un atavico odio. Non vi parlerò delle vicende in senso stretto, per non rovinarvi nulla di quanto viene rivelato poco a poco.
La narrazione è magistrale, il narratore è un collega di Max molto amico di Stella, quindi uno psichiatra. Ciò che ho apprezzato maggiormente, al di là della cruda storia in sé, è la capacità dell'autore di narrare l'evoluzione di un amore malato sia dal punto di vista letterario che quello clinico. Grazie alla semplicità con cui McGrath tratta dell'annullamento della volontà umana, annullamento che alla fine si traduce come massima affermazione, ci è possibile capire come a volte la psiche umana si lasci condizionare o coinvolgere in eventi che si preferirebbe evitare. 
Il libro è una complessa eviscerazione del sentimento umano dell'amore estremizzato, sfruttato, disadattato, folle per l'appunto: parla del declino così come l'elevazione a cui esso può portare.

Curiosità
Nel 2005 ne è stato realizzato l'adattamento cinematografico da parte del regista scozzese David Mackenzie.

Consigliato
A tutti coloro che vogliono avere una visione dell'amore non solo candido o idilliaco, ma vero e per questo maggiormente coinvolgente. A chi vuole capire cosa succede davvero nella mente e nel cuore di una persona che ama e cosa alcune anime sono disposte a fare, per inclinazione o circostanza.

Stagione in cui leggerlo
Inverno. Le profonde suggestioni e riflessioni che questo libro ci porta ad avere si adattano perfettamente a una natura dormiente, natura che comunque ha ancora il potere di dominare.

Voto
5/5

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