Punti Cardinali - Elevian

Oggi sono qui per parlarvi di un fantasy autopubblicato da Elevian, emergente scrittore italiano. Poiché il romanzo mi ha davvero colpita, oltre alla recensione troverete anche un'intervista all'autore.



Titolo Punti Cardinali
Autore Elevian
Genere Fantasy
Prezzo 0.99€ (è solo in ebook, acquistabile nei maggiori store online).




Sinossi

Chi non ha mai guardato verso l'orizzonte, chiedendosi se ci possa essere un cammino che va oltre i confini del mondo? Chi non ha mai sognato che sopra le nuvole si celi qualche regno segreto agli uomini?

Vittorio è figlio del più famoso mercante dell'Altopiano: nessuno si è mai spinto più a oriente di suo padre. Ma l'Est ha una fine, e strade che portano a quella fine. Lo sguardo di Vittorio punta al Nord, oltre le montagne, alla ricerca di ciò che per gli altri uomini ancora non esiste.
Un Re, Sette Assassini, due fratelli, una compagnia di elfi. La fine delle terre li attrarrà tutti inesorabilmente verso di sé.

Trama
Il romanzo è virtualmente diviso in due parti: la prima narra le vita, i sentimenti e le abitudini di Vittorio e Alessandro, due fratelli adolescenti, membri di una delle famiglie più illustri dell'Altopiano. 


Mappa realizzata da Elevian in Punti Cardinali

Essi vengono delineati secondo i loro desideri e tensioni: Vittorio è un personaggio più introverso, alla ricerca di libertà e indipendenza; Alessandro è estroverso, sempre pronto a fare festa, dall'animo apparentemente più superficiale. Essi ci vengono presentati sullo sfondo dei magnifici paesaggi dell'Altopiano. La prima parte, quindi, si caratterizza per una tranquilla descrizione di vicende colorite e di personaggi variegati, approfonditi nei minimi dettagli
Eppure, la quiete a cui i due fratelli sono abituati è in pericolo: il Re delle sconosciute terre al di là dell'Altopiano, sembra essere estremamente interessato a quest'ultimo


Mappa realizzata da Elevian in Punti Cardinali

Infatti, la seconda parte del romanzo, vede incrinarsi quella calma che caratterizza la prima parte, e vedrà i fratelli costretti a viaggiare, separati, tra elfi, una Setta di Assassini, strane magie e paesaggi mozzafiato. Non voglio aggiungere altro, rischierei di anticipare troppi dettagli.

La mia opinione
Mi è piaciuto tantissimo l'essere italiano di questo libro. Purtroppo la letteratura fantasy originale è davvero carente nel nostro Paese. L'autore, secondo me, è riuscito a caratterizzare il romanzo in questo senso. Infatti non è una scopiazzatura degli autori di successo stranieri (come troppo spesso accade), anzi è chiaro come tutta la storia si basi sull'esperienza di vita dell'autore. È raro leggere esordienti che scrivono partendo semplicemente da quello che conoscono e lo plasmano dando vita a un libro.

I personaggi sono davvero ben delineati, così come le vicende. Non mancano episodi di contorno che arricchiscono l'universo creato dall'autore e che permettono al lettori di addentrarsi davvero in una bella avventura fantasy, nel senso più classico del termine.

Curiosità
La copertina del romanzo, così come le mappe, sono state realizzate dall'autore.

Consigliato
A tutti coloro che apprezzano il fantasy e che sentono il bisogno di una ventata di novità per quanto riguarda questo genere nel nostro Paese!

Voto
4/5

Intervista

Come è nata l’idea per Punti Cardinali?L'idea per questo romanzo nasce da un desiderio che mi porto dietro fin dall'adolescenza, quello di provare a comunicare ad altri lo stesso tipo di emozioni che i libri che ho letto hanno ispirato in me. Ognuno dei racconti che ho avuto modo di leggere ha influenzato il mio modo di essere e di pensare, per cui scrivere rappresenta per me sia un'ambizione personale che una maniera di “ringraziare” chi già ha scritto provando a regalare a mia volta qualcosa ai lettori. Volendo creare una storia, ho scelto di basarmi sulla mia esperienza personale e su ciò che mi appassiona, in primis il viaggio e il desiderio di scoperta: ecco perché “Punti Cardinali”. 



Come mai hai deciso di scrivere un fantasy?
Ho deciso di scrivere un fantasy perché è il genere letterario che prediligo. “Il Signore degli Anelli” è in assoluto la mia opera preferita e credo che lo rimarrà per sempre. Il potere del fantasy è quello di portare il lettore in una realtà molto più affascinante di quella in cui viviamo, più magica, dove tanti dei nostri desideri da bambini e da ragazzi (che sono i più intensi, a mio parere) sono realizzabili. Nel fantasy c'è una libertà incredibile: quella dei personaggi, quella di chi scrive e quella di chi legge.

Perché hai deciso di usare solo nomi italiani per i personaggi?
Quello dei nomi italiani è un argomento “scottante”. Inizialmente pensavo di usare nomi di fantasia, ma poi ho riflettuto e ho capito che non disponevo del giusto bacino di conoscenze letterarie per fare ciò. Mi spiego: Tolkien, per esempio, ha creato una lingua con regole fonetiche e grammaticali, ma Tolkien era un professore di letteratura ad Oxford. Un tale sforzo era insostenibile da parte mia. Inoltre mi sono chiesto: “Perché i nomi italiani non dovrebbero andare bene? Dopo tutto non è mica detto che solo a persone con nomi di derivazione anglosassone possa capitare di incontrare un elfo!” Insomma, nella scelta c'è anche un pizzico di orgoglio patriottico.

Quanto c’è di te stesso in Vittorio e in Alessandro?
In Vittorio e Alessandro c'è molto di me stesso ed era inevitabile che fosse così. Di fatto vale il medesimo discorso per tutti i personaggi. Ognuno di loro rappresenta qualcosa di diverso, ma tutti passano attraverso la mia mente: c'è il personaggio che rappresenta ciò che vorrei essere, quello che odio con tutto me stesso, quello che mi intriga ma so che nella realtà non potrei mai imitare... Si può dire che io abbia giocato con me stesso e con le persone che conosco unendone e mescolandone i tratti per poi condensarli in un personaggio. Non mancano neppure spunti presi da fumetti, film e altri romanzi, ma ripeto: è naturale che sia così, ognuno parla e racconta di ciò che conosce.

Quanto ci hai messo a scriverlo e come è stato realizzarlo?
Scrivere “Punti Cardinali” ha richiesto sei mesi per la prima stesura e quattro mesi di revisione. Non un tempo molto lungo, tutto sommato. Portarlo a termine, però, non è stato facile, perché mi mancava esperienza e di conseguenza avevo la testa piena di dubbi. La concomitanza con lo studio, inoltre, è stata difficile. Ho lavorato spesso di notte, sia perché era l'unico momento libero sia perché sentivo di essere maggiormente ispirato. Quando gli altri dormono, la fantasia viene fuori.

Come sta andando la tua esperienza da autore autopubblicato?
Essere un autore autopubblicato ha pregi e difetti. La vera montagna da scalare è l'attività promozionale. La chiave sono i social network, ma usarli nel modo giusto non è semplice. Io personalmente non gradisco stratagemmi come risposte preimpostate a chi chiede informazioni sul libro oppure applicazioni per ottenere follower. Ho trovato in Instagram la vetrina ideale: lì posso pubblicare immagini, il che garantisce un impatto visivo notevole a patto che l'immagine sia di qualità. Vorrei che il mio libro fosse associato a paesaggi simili a quelli che descrivo, oppure alle mappe che io stesso disegno. Se devo essere onesto, il mio scopo è cercare di creare qualcosa di bello: tutto il resto, anche il successo, è accessorio. Sarei un bugiardo se dicessi che non mi interessa per niente, ma sarei felice di diventare il tipo di persona che guarda alla bellezza sempre prima che al tornaconto. Talvolta devo scendere a compromessi, ma per un autore autopubblicato questi ultimi sono di meno.

Quando pensi di fare uscire il seguito di Punti Cardinali? Il secondo romanzo sarà l’ultimo o ce ne saranno altri (relativi all’universo di Punti Cardinali)?
Sto lavorando al seguito a buon ritmo, cercando di non far dilatare i tempi: lo devo a chi ha letto il primo capitolo e lo ha trovato di suo gradimento. Sarebbe un successo riuscire a pubblicarlo entro la fine del 2016, ma purtroppo non è scontato che sia così. Per quanto riguarda la conclusione dell'opera, sono già sicuro che i libri saranno almeno tre. La motivazione è che per sviluppare una storia ben articolata servono tante pagine e redarre un unico libro molto lungo non mi sembra la scelta migliore: bisogna dare al lettore il tempo di digerire la storia. Io stesso ho bisogno di qualche momento di pausa dalla scrittura, lavorare da solo garantisce libertà maggiori ma è oneroso.

Raccontaci in breve la tua storia da lettore (cosa leggi, quali sono i tuoi autori preferiti, a chi ti ispiri come scrittore…).
Per quanto riguarda il panorama dei libri che ho letto, posso dire che sia piuttosto variegato. Detto della mia predilezione per il fantasy (nella mia libreria ci sono quasi tutte le opere di Tolkien, tutti e sette gli “Harry Potter”, la trilogia “Queste oscure materie” di Pullman, “Le Cronache di Narnia”, “Il Trono di Spade” e gli altri titoli che gli amanti del genere non possono non possedere), ho letto polizieschi, thriller, gialli, classici del romanzo storico, romanzi d'avventura, autobiografie sportive... Davvero, riesco ad appassionarmi a tipologie di opere letterarie molto diverse tra loro. La mia vera grande fortuna è quella di avere genitori lettori. Non ho particolarmente bisogno di andare a fare acquisti, se si escludono i titoli più recenti, perché in casa abbiamo centinaia di libri, forse anche più di mille. Onestamente non li ho mai contati tutti. Se dovessi citare dei libri che mi hanno impressionato recentemente, direi “Il profumo” di Süskind e “La verità sul caso Harry Quebert” di Dicker. Curiosamente, poi, ho adorato due libri che parlano dello stesso protagonista ma sono stati scritti da due autori diversi, “Shibumi” di Trevanian e “Satori” di Don Winslow. Li consiglierei a chiunque.

Il romanzo contiene anche delle bellissime mappe. Quanto ci hai messo a realizzarle?
Realizzare le mappe contenute nel romanzo ha richiesto qualche giorno di lavoro, non di più. Ho iniziato a realizzarne una più grande e dettagliata, perché quelle attuali non mi soddisfano appieno, ma la mole di lavoro è aumentata esponenzialmente. Confesso che mi farò aiutare nell'impresa, perché un conto è pensare una mappa e un conto è realizzarla. Adoro le mappe, ho passato tantissimo tempo davanti a quella della Terra di Mezzo e a quella del Beleriand. Mi affascinano terribilmente. Questa passione è un altro dei motivi che mi hanno portato a scegliere il titolo del mio libro. Per me un'avventura è un viaggio, e un viaggio è una carta geografica.

Infine, secondo te, perché i lettori del mio blog dovrebbero leggere Punti Cardinali?
Questa è una domanda difficile. Ogni lettore trova nella lettura di un libro una sua motivazione. Sarei curiosissimo di entrare nelle loro teste per vedere come immaginano il mondo che ho creato, cosa piace loro e cosa detestano di esso. Ad essere sincero, non so se il mio libro sia meglio di altri. Sono però sicuro che piacerà a chi sente quell'attrazione per l'avventura, per le storie in cui un uomo o una donna prendono in mano il proprio destino, per i racconti in cui si scontrano grandi volontà e grandi personalità. “Punti Cardinali” parla di questo: di personaggi con grandi individualità calati in un mondo fantastico che si rivelerà piano piano ai loro occhi in tutta la sua durezza, del desiderio di scoperta e della crescita di chi se ne va da casa per propria volontà o perché da essa viene strappato. Vorrei poter comunicare quello che ho provato scrivendolo, ma l'unico modo per comprenderlo è leggerlo, davvero.

C’è qualcos’altro che vorresti aggiungere?
Sì, vorrei aggiungere i miei ringraziamenti a te che hai letto il libro e spontaneamente hai voluto parlarne. Ringrazio tutti quelli che si appassionano per una storia scritta da altri, ringrazio tutti gli autori dei libri che ho letto e che mi hanno donato qualcosa. Scrivere è bello, ma leggere è meraviglioso.

Se vi interessa entrare in contatto in modo diretto con l'autore, lo trovate su Instagram come @elevian11.

Spero che vi sia piaciuta questa recensione/intervista! Fatemi sapere se leggerete il romanzo :)

A presto
Jenny

Commenti

  1. Letto anche io e apprezzato, soprattutto per lo stile garbato di scrittura!

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