Storia di una lettrice

Buongiorno lettrici e lettori,

questa domenica mattina sono di nuovo qui a chiacchierare liberamente sull'universo dei libri. La scorsa domenica vi ho parlato della magia, per me, di leggere in autunno (se vi siete persi il post, potete trovarlo qui). Questa settimana, invece, vorrei raccontarvi un po' la mia storia di lettrice e il rapporto che ho con i libri.

Ho letto il primo libro a 8 anni. Mia sorella più grande è sempre stata un'accanita lettrice (così come mia sorella più piccola e mia mamma) e nel lontano 1998 (o forse qualche anno prima) collezionava I Piccoli Brividi. Per chi fosse troppo giovane per conoscerli, essi sono una collana di libri dell'orrore scritti da R. L. Stine, per ragazzi dai 10 ai 13 anni. Ne usciva uno a settimana e se non ricordo male costavano circa 7900 lire (tantissimo, se si considera che sono libretti leggibili in un'ora da un adulto). Mia sorella 13enne li adorava e così un giorno anche io decisi di leggerne uno. Scelsi 1,2,3...invisibile! Mi ricordo che mi sembrava enorme e credo di averci messo quasi un mese a finirlo. La storia è molto semplice: racconta le vicende di due fratelli che trovano uno specchio nella soffitta di casa, grazie al quale, accendendo la luce, si può diventare invisibili. I bambini mostrano lo specchio ai loro amici, che però, piano piano, iniziano a sparire, sostituiti dai loro riflessi. Si scopre poi che le persone "originali" sono intrappolate in un universo parallelo all'interno dello specchio. I due fratelli riescono a liberare tutti i loro amici, a rispedire indietro i riflessi e a distruggere lo specchio; alla fine però, uno dei due fratelli scopre che l'altro da mancino ha iniziato a usare la mano destra. E' una copia o il fratello "originale"? Se non avete mai letto un libro di questa serie vi consiglio di farlo: nonostante siano per bambini, hanno tutti un finale aperto e dannatamente creepy. In più si leggono in un'ora, infatti io li rileggo ancora nei momenti di noia. 

Fino ai 12 anni non ho letto molto, se non qualche libro per bambini che potevo trovare in giro per casa. L'estate del 2002 è successo qualcosa: al cinema estivo, vicino casa mia, proiettarono nuovamente Harry Potter e la pietra filosofale, film che non riuscii a vedere a Natale del 2001. Fu subito amore. Mi innamorai dell'universo magico ideato dalla Rowling e iniziai a leggere i libri della serie. Come è capitato a molti della mia generazione, da lì non mi fermai più. Lessi Il signore degli anelli, che mi fece innamorare di Tolkien (amore che dura ancora adesso e che forse è più forte di quello per Harry Potter) e del fantasy in generale. Poi, alle superiori (quindi nel lontano 2004) iniziai a leggere i classici, un po' per dovere, un po' per passione. Fu la volta in cui lessi I Buddenbrook di Thomas Mann, a 14 anni, che compresi la meraviglia che libri scritti in un passato, non sempre così lontano, racchiudevano in sé. 

A farla breve, da quando ho 12 anni, non ho mai smesso di leggere: sono quindi 14 anni che leggo un libro dietro l'altro.

Ovviamente, con il passare del tempo, sono maturata come ragazza (e ora come donna) e quindi come lettrice. Ciò che mi piaceva da più piccola, ora mi piace meno o addirittura non mi piace. Per esempio, durante la mia adolescenza ho amato tantissimo le saghe fantasy di Licia Troisi, che ora trovo monotone e piuttosto banali. Intorno ai 20 mi sono innamorata dello stile di Baricco, che ora trovo stucchevole e inconcludente. A 23 anni ho passato la fase Murakami, che ora, a 26 anni, inizia a stufarmi. Credo sia normale e giusto che i gusti per la lettura mutino, a seconda delle esperienze di vita.

In questo periodo della mia vita mi sto dedicando ai classici, in particolare a quelli inglesi dell'800. Ho in progetto, però, di affrontare anche quelli russi, che mi mancano in toto e di approfondire ancora di più la letteratura italiana. Infine, mi sono appassionata molto anche alla fantascienza, per cui mi piacerebbe leggere più romanzi di Philip K. Dick e Isaac Asimov.

Prima di salutarvi e lasciarvi godere la vostra domenica di riposo, vorrei raccontarvi brevemente perché amo leggere. Una volta, una mia amica mi chiese se amassi la lettura perché ero scontenta della "vita vera". Io la guardai sorpresa e le risposi: 

"Io leggo perché amo la vita vera e perché voglio capirla in ogni suo aspetto. E i libri mi aiutano in questo. Mi permettono di conoscere mille emozioni diverse e tantissimi eventi unici. Io leggo per essere pronta ad affrontare la vita vera, per coglierne sempre il lato migliore e non per sfuggire ad essa". 

In fondo, cosa significa "vita vera"? Per me è vera solo quando leggo.


Commenti

  1. Leggendo la tua storia ho trovato molti elementi in comune... forse perché veniamo da un background simile. A casa, è stata mamma a comprare i primi libri e a farmi la tessera della biblioteca. L'unico libro di cui ho un ricordo nitido è "Cion Cion blu" di Pinin Carpi. In classe, in seconda elementare avevamo una mini biblioteca gestita dagli alunni e io facevo a gara con un compagno a leggere nel minor tempo questo libro. Mi sembrava un mattone gigante e non vi dico lo shock che ho avuto anni dopo ritrovandolo in libreria e scoprire che in realtà era molto più piccolo. A scuola i libri di narrativa li finivo in due settimane e quindi avevo sempre bisogno di qualcosa di nuovo. Alle medie, non facendo religione, come attività extra leggevo libri come "il giardino segreto" e dalla collezione di mia mamma ho iniziato a leggere i gialli di Agatha Christie. Al liceo ho avuto la vera esplosione poiché sono venuta a contatto con la letteratura di diversi paesi. Harry Potter ha giocato un ruolo fondamentale nell'alimentare questa passione... Nel tempo sono arrivati Tolkien, Jane Austen, Valerio Massimo Manfredi,Dickens e tanti altri. Al momento leggo di tutto, qualsiasi cosa colpisca la mia curiosità! Ammetto, ahimè di trascurare la letteratura italiana che per ora non rappresenta una grande attrattiva, ma prometto di rimediare un giorno.
    Tanta gente ritiene che leggere sia una perdita di tempo, per me è un modo per comprendere la vita e viverla ancora più intensamente. La vita, non sarebbe degna di essere vissuta senza il piacere dei libri.
    Ne "il piccolo principe" (uno dei libro più belli di sempre), viene detto che con il tempo risparmiato con la pillola che toglie la sete, il piccolo principe camminerebbe verso una fonte di acqua fresca. Ecco, io credo che il tempo impiegato per leggere, abbia lo stesso valore di quel cammino verso la fonte.
    Insomma... il mio DNA è un'elica di libri! 😅❤

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Un libro e una tazza di tè: 1984

Sogni su pellicola - Flash Gordon

Il Post della Domenica: leggere, rileggere e dover leggere